Formazione e lavoro dopo il terremoto

Il sisma dello scorso maggio ha causato ingenti danni al tessuto produttivo dei territori colpiti, localizzati nelle province di Bologna, Modena e Ferrara e Reggio Emilia. Imprese distrutte o danneggiate, interruzione della produzione e pericolo di perdita di posti di lavoro sono le conseguenze più evidenti che il sisma ha avuto sull’economia di quest’area, nella quale operano 187mila addetti e che da sola produce il 2% del PIL nazionale.

Per gestire l’emergenza e favorire la ripresa, la Regione Emilia-Romagna ha messo in campo diversi interventi.

Per far fronte allo stato di crisi immediatamente successivo al sisma, è subito intervenuta per accelerare e semplificare le procedure di accesso delle imprese agli ammortizzatori sociali, ordinari e in deroga.

Per accompagnare la ripresa, ha messo a disposizione delle persone, delle imprese e delle comunità dell’Emilia opportuntà di formazione finanziate con i 40 milioni di euro del “contributo di solidarietà” costituito dalle Regioni italiane con risorse del Fondo sociale europeo.
Le opportunità finanziate con il "contributo di solidarietà" sono progettate in base agli obiettivi della programmazione Fse 2007-2013 ma con uno sguardo al futuro: alla strategia Europa 2020 e alla prossima programmazione comunitaria 2014-2020.

Inoltre la Regione offre incentivi economici alle imprese e altri soggetti ubicati nei comuni colpiti dal sisma del 2012 che nel corso del 2013 hanno assunto e assumeranno a tempo indeterminato disoccupati o inoccupati, mettendo a disposizione risorse del Fondo sociale europeo 2007/2013 sull’Asse Occupabilità.

 

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Dopo il terremoto il Emilia-Romagna

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