Cosa fa la Regione
La Regione Emilia-Romagna, in linea con le indicazioni comunitarie e nazionali, già nel 2003 ha emanato una legge regionale, la numero 12, che affronta anche il tema dell’apprendimento permanente. All’art. 40, la legge definisce e promuove “l’apprendimento permanente per tutta la vita quale strumento fondamentale per favorirne l'adattabilità alle trasformazioni dei saperi nella società della conoscenza, nonché per evitare l'obsolescenza delle competenze ed i rischi di emarginazione sociale”.
La Regione e le Province programmano e realizzano interventi di formazione continua e permanente per occupati e per adulti disoccupati. Secondo la legge 12, articolo 29, per formazione continua si intende la formazione “rivolta alle persone occupate con qualsiasi forma contrattuale ed anche in forma autonoma, per l'adeguamento delle competenze richieste dai processi produttivi e organizzativi, nonché per favorire l'adattabilità del lavoratore”, mentre è formazione permanente quella “rivolta alle persone indipendentemente dalla loro condizione lavorativa, per l'acquisizione di competenze professionalizzanti al fine di accrescere le opportunità occupazionali”.
Le azioni sono finanziate e programmate con risorse comunitarie, nazionali e regionali, sulla base di quanto delineato nelle “Linee di programmazione e indirizzi per il sistema formativo e per il lavoro 2011/2013” (Delibera dell’Assemblea Legislativa n.38 del 29 marzo 2011) e nell’ “Accordo fra Regione e Province dell'Emilia-Romagna per il coordinamento della programmazione 2011/2013 per il sistema formativo e per il lavoro” (Delibera di GR n. 532 del 18/04/2011 e successive integrazioni).
Formazione continua
La formazione continua costituisce una leva importante della strategia europea della LifeLong Learning e di quella italiana della apprendimento permanente.
Nel 2000, con la Strategia di Lisbona, gli Stati dell’UE avevano individuato tra gli obiettivi da raggiungere entro il 2010 una partecipazione del 12,5%della popolazione adulta (25-64 anni) all’apprendimento permanente. Le politiche pubbliche hanno cercato di arginare gli effetti della crisi economica sul calo dei livelli di partecipazione alla formazione da parte degli adulti di questi ultimi anni. Nel 2011 la media europea (UE 27) era all’8,9% e rispetto al 2008 vi è stato un calo di -0,5%, l’Italia al 5,7% (-0,6%) e la Regione Emilia Romagna con il 6,4% ha dimostrato una flessione tra le più basse in Italia (-0,3%). La nuova agenda comunitaria, Europa 2020, ha innalzato l’obiettivo: raggiungere entro quell’anno una percentuale pari al 15% della popolazione adulta impegnata in iniziative di formazione e istruzione e la Regione è impegnata per avvicinarsi il più possibile al traguardo prefissato.
In Italia, la necessità di promuovere il raccordo e la programmazione unitaria dell’offerta di formazione continua è alla base dell’Accordo del 17 aprile 2007 tra Ministero del Lavoro, Regioni, Province Autonome e Parti Sociali.
Il 24 gennaio del 2008, per procedere tempestivamente con le azioni necessarie a innalzare i livelli di investimento e di partecipazione delle imprese e degli occupati ad iniziative di formazione sul territorio regionale, la Regione Emilia-Romagna e le Parti Sociali hanno sottoscritto un Accordo, coerente con le indicazioni nazionali in materia. L’Accordo aveva come obiettivo il miglioramento qualitativo e quantitativo dell’offerta formativa regionale finanziata e programmata con fondi comunitari, nazionali, regionali e interprofessionali. Con esso, la Regione si impegnava a ridisegnare il sistema della formazione continua in Emilia-Romagna coordinando soggetti, compiti ed azioni.
L’Accordo 2011-2013 tra Regione e Province, richiamando gli obiettivi dell’Accordo del 2008 (ossia creare un sistema integrato e complementare di formazione continua e permanente), definisce le risorse regionali, nazionali e comunitarie per l’attuazione delle politiche. In base all’Accordo, Regione e Province programmano le diverse azioni di formazione interaziendale, formazione aziendale, formazione ad accesso individuale suddividendosi così le competenze.
La Regione realizza:
- gli interventi straordinari a sostegno di processi di innovazione e sviluppo dei sistemi produttivi e dei processi di qualificazione del sistema delle micro e piccole imprese;
- la programmazione e il finanziamento degli interventi di politica attiva del lavoro per attraversare la crisi;
- le azioni sperimentali o a valenza regionale a sostegno della qualità, regolarità, stabilità, sicurezza del lavoro.
Alle Province competono:
- la formazione per la qualificazione, riqualificazione dei lavoratori con particolare attenzione agli over 45, ai lavoratori con basse professionalità, ai lavoratori con contratti non stabili;
- la formazione di imprenditori e neo imprenditori,
- la formazione per l’accompagnamento dei processi di innovazione e di adeguamento ai cambiamenti dei sistemi economici e produttivi e delle imprese
- i servizi di ricollocamento nel mercato del lavoro di persone espulse o in procinto di essere espulse a seguito di crisi e ristrutturazioni aziendali;
- interventi territoriali per la qualità, la regolarità, la sicurezza sul lavoro.
La formazione continua nei Programmi Operativi Regionali del Fondo sociale europeo
All’interno della Programmazione Operativa regionale del Fse 1994-1999, l’Obiettivo 4 era specificatamente dedicato alla formazione continua.
Attraverso l’Obiettivo 3 del Fse 2000-2006 si sono avviate diverse iniziative di formazione continua per le imprese e per i lavoratori, spesso sperimentando e mettendo a regime nuovi dispostivi come la Formazione individuale a voucher. Per quanto riguarda i destinatari, con queste misure formative si sono coinvolti soprattutto lavoratori sotto i 45 anni, per la gran parte con livelli di scolarità superiore al diploma. Quasi tutti i partecipanti erano di nazionalità italiana e in misura residuale lavoratori con contratti non standard.
Nella programmazione Fse 2007/2013 è stata evidente la necessità di rivedere le priorità, per coinvolgere maggiormente le fasce di lavoratori più suscettibili di essere escluse dal mercato del lavoro (con una particolare attenzione per gli atipici) e per aumentare il tasso di occupazione dei lavoratori anziani e innalzare l’età media di uscita dal mercato del lavoro. Inoltre, attraverso l’Asse Adattabilità, si è sostenuto il processo intrapreso dalla Regione con le Parti sociali con il “Patto per attraversare la crisi” dell’8 maggio 2009 e poi con il Patto per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva del 1 dicembre 2011. In questo modo, la Formazione Continua è entrata a tutti gli effetti tra le misure di sostegno per uscire dalla crisi economica, per rilanciare il sistema produttivo emiliano romagnolo e per innovare le forme di welfare locale attraverso la combinazione di misure di politica attiva e passiva del lavoro.
Formazione per adulti disoccupati
Per quanto riguarda le azioni per l’inserimento e il reinserimento lavorativo di adulti disoccupati, l’Accordo 2011-2013 tra Regione e Province affida alle Province la competenza della programmazione territoriale delle azioni principali e in particolare
- l’attivazione di opportunità formative di qualificazione e riqualificazione professionale finalizzate al reinserimento degli adulti;
- le azioni dei Servizi per l’Impiego per la presa in carico dei lavoratori interessati da provvedimenti di ammortizzatori sociali (premessa per l’offerta di interventi formativi che mirino a prevenire e contrastare l’espulsione dal mercato del lavoro) e l’erogazione di servizi specifici e mirati di accoglienza, analisi delle competenze, valutazione dei fabbisogni professionali funzionali all’inserimento e/o reinserimento lavorativo.
