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Lavoro per Te

Aprire una partita IVA

In questa sezione trovi suggerimenti e informazioni utili se vuoi diventare un lavoratore autonomo tramite l’apertura di un partita IVA.
Se possiedi già la partita IVA, puoi consultare in queste pagine approfondimenti e aggiornamenti normativi sugli aspetti contabili, fiscali e previdenziali che riguardano i lavoratori autonomi.

L’IVA è un’imposta che viene applicata alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi che vengono effettuate nel territorio dello Stato durante l’esercizio d’impresa o l’esercizio di arti e professioni.
La regola generale, in Italia, è che, quando l’attività autonoma che un lavoratore esercita assume un carattere di abitualità e professionalità, è necessario che costui apra la partita IVA.

L’apertura della partita IVA è indispensabile per:

  • i liberi professionisti che svolgono un’attività protetta (professioni intellettuali per l’esercizio delle quali è necessaria l’iscrizione in appositi elenchi o albi, come l’avvocato, il commercialista, il notaio, il medico, il geometra, ecc.) o un’attività che ha per oggetto una prestazione d’opera intellettuale o artistica;
  • gli imprenditori individuali che esercitano un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni e servizi (questa categoria comprende gli artigiani e i commercianti).

Fatta questa premessa, aldilà delle situazioni in cui la scelta di aprire una partita IVA è obbligata, non è facile stabilire in termini assoluti cosa comporta per un lavoratore intraprendere questa strada. La scelta deve essere valutata caso per caso, prendendo in considerazione diversi fattori.

Se stai valutando l’opportunità e la convenienza economica di aprire una partita IVA, è utile che tu tenga conto di alcuni fattori oggettivi: che reddito annuo prevedi di raggiungere, se hai altre tipologie di reddito, quanti committenti prevedi di avere, se hai intenzione di avere rapporti con paesi esteri (iscrizione VIES), che costi prevedi di sostenere per acquisti o operazioni inerenti la tua attività che siano detraibili/deducibili (es. computer, cancelleria, affitto di un ufficio).
Per i titolari di partita IVA, infatti, l'imposta è "neutra", cioè non è né un costo né un ricavo. La liquidazione dell’IVA viene fatta compensando l’IVA incassata con l'IVA che viene pagata sull’acquisto di beni o servizi e, pertanto, l'ammontare delle spese deducibili/detraibili è un fattore molto importante.
Il numero di committenti è un altro fattore particolarmente rilevante, in quanto determina il reale grado di autonomia di un lavoratore. Se lavori per un unico committente, svolgendo l’attività presso la sua struttura ed utilizzandone gli strumenti, in condizioni simili a quelle dei lavoratori dipendenti, non sarà facile per te sfruttare l’opportunità offerta dalla partita IVA di detrarre/dedurre le spese. Inoltre, se non diversifichi il rischio d’impresa, nel caso in cui il tuo unico committente receda dal contratto potresti trovarti senza possibilità di produrre reddito. Se invece hai (o progetti di avere) più committenti e intendi investire sulla promozione della tua attività, la partita IVA può essere utile sia dal punto di vista del riconoscimento della tua professionalità e autonomia, sia da quello della semplicità nell’attivazione di nuovi rapporti commerciali.

La scelta di aprire una partita IVA è legata, naturalmente, anche a fattori soggettivi, come la tua capacità di gestione e di autopromozione e la consapevolezza di dovere affrontare maggiori responsabilità e adempimenti.

Una volta stabilita l’effettiva opportunità per te di aprire una partita IVA, è importante che tu valuti anche quali conseguenze comporta fare questo passo. L’apertura di una partita IVA, infatti, è solo la prima di una serie di operazioni da fare, che variano a seconda delle caratteristiche dell’attività da te esercitata, se sei un professionista, un artista, un lavoratore autonomo, un commerciante o un artigiano.

È quindi fondamentale che ti informi preventivamente su quali sono le formalità richieste per esercitare l’attività che ti riguarda in termini di adempimenti amministrativi, eventuale obbligo di iscrizione al Registro Imprese presso la Camera di Commercio, eventuali permessi o autorizzazioni comunali e sanitari richiesti, entità dei costi da sostenere durante l’anno, previdenza sociale, regime contabile da adottare.

La riforma del mercato del lavoro (legge 92/2012) è intervenuta per contrastare il fenomeno del ricorso alle partite IVA per “mascherare” rapporti che in realtà sono di lavoro parasubordinato. La nuova legge prevede che le prestazioni rese a un committente da un titolare di partita IVA siano da considerarsi rapporti di collaborazione coordinata e continuativa se si verificano almeno due dei tre seguenti presupposti:

  • la collaborazione dura complessivamente più di 8 mesi nell’anno solare;
  • i compensi percepiti da quell’unico committente superano l’80% dei corrispettivi percepiti dal prestatore nell’anno;
  • il prestatore dispone di una postazione di lavoro fissa presso il committente.

Si considerano invece genuini, se ci sono gli elementi che caratterizzano il lavoro autonomo, i rapporti di lavoro instaurati con professionisti iscritti a un albo e con lavoratori autonomi con competenze teoriche elevate che percepiscono un reddito superiore a circa 18.700 euro nel 2012.

Le nuove disposizioni si applicano ai rapporti instaurati dal 18 luglio 2012, data di entrata in vigore della legge. I rapporti in corso dovranno adeguarsi entro 12 mesi da quella data.

In questa sezione trovi alcune schede di approfondimento sugli aspetti fiscali, contabili e previdenziali che interessano i possessori di partita IVA, con informazioni che potranno esserti utili per avere un quadro generale della gestione di una attività autonoma.

Per orientarti nella scelta e per valutare la tua situazione personale è opportuno che ti rivolga a un consulente del lavoro e a un commercialista.

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Pubblicato il 09/06/2011 — ultima modifica 23/07/2012
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