mercoledì 23.04.2014
caricamento meteo
Sections

Lavoro per Te

Incentivi per chi assume

Per promuovere l’inserimento, il reinserimento e la stabilizzazione lavorativa di alcune categorie di persone che potrebbero incontrare difficoltà a collocarsi nel mercato del lavoro e per supportare le imprese che scelgono di assumerle, lo Stato e le Regioni prevedono una serie di agevolazioni economiche.

Ai datori di lavoro che, per esempio, assumono lavoratori disabili, in mobilità o disoccupati da lungo tempo, possono essere concessi incentivi economici o sotto forma di contributi diretti o attraverso sgravi fiscali sul costo del lavoro dei nuovi assunti.

La Legge 92/2012 di riforma del Mercato del Lavoro ha introdotto tre principi fondamentali per il riconoscimento degli sgravi contributivi collegati all’assunzione di lavoratori che sono in particolari condizioni. Gli incentivi non spettano nel caso in cui:

  • viene assunto un lavoratore diverso da quello che ha il diritto di precedenza all’assunzione;
  • viene assunto un lavoratore in una sede operativa dove sono in atto sospensioni dal lavoro o sono stati effettuati licenziamenti per motivi economici di lavoratori con la medesima mansione;
  • non è stata inviata nei termini di legge la comunicazione obbligatoria di assunzione (in questo caso gli incentivi decorrono dal momento in cui il datore di lavoro invia la comunicazione).

Esistono numerose tipologie di incentivi, che differiscono da regione a regione e in base alla modalità di erogazione, alle caratteristiche dei lavoratori e alla tipologia di assunzione.

In questa pagina trovi le principali agevolazioni e gli incentivi che lo Stato e la Regione Emilia-Romagna mettono a disposizione delle imprese:

Archivio bandi Regione Emilia-Romagna

 

Staffetta generazionale

L’obiettivo del progetto è sostenere, con una formula unica, l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro e l’attuazione di meccanismi di flessibilità positiva per i lavoratori maturi costretti a continuare a lavorare per gli effetti delle recenti riforme pensionistiche, favorendo in questo modo anche il sistema delle imprese nei processi di ricambio generazionale.
L’intervento prevede che:

  • il lavoratore maturo, a fronte del riconoscimento di un incentivo pubblico a titolo di contribuzione volontaria, chieda al datore di lavoro la trasformazione a tempo parziale del proprio contratto di lavoro fino alla data del pensionamento;
  • l’impresa assuma un giovane inoccupato o disoccupato di età superiore a 18 anni e fino a 29 anni compiuti, con un contratto a tempo pieno indeterminato, anche di apprendistato.

Per questo progetto vengono messe a disposizione risorse pari a 3 milioni di euro, che verranno utilizzati esclusivamente per l’integrazione contributiva a favore dei lavoratori che aderiscono all’iniziativa fino al raggiungimento certo dei requisiti pensionistici. La scadenza per la presentazione delle domande è il 30 giugno 2014.
Per maggiori informazioni consulta la sezione della staffetta generazionale del portale regionale Formazione e lavoro

 

Agevolazione finanziaria alle imprese per l’assunzione e la stabilizzazione dei giovani – anno 2012 (Delibera di Giunta Regionale n. 1149/2012)

Il bando prevede un incentivo fino a 12.000 euro per l’assunzione a tempo indeterminato (anche attraverso la trasformazione di altre forme contrattuali, apprendistato compreso) di giovani dai 18 ai 34 anni. Sono premiate le imprese che non hanno licenziato attraverso la gradualità dell’incentivo e le imprese che assumono in forma stabile giovani donne. 
Consulta il bando e le modalità di partecipazione

 

Incentivi per l’assunzione di giovani con contratto di apprendistato (Delibera di Giunta Regionale n. 1410/2012)

La Regione Emilia-Romagna assegna incentivi economici alle aziende che dal 26 aprile 2012 al 31 dicembre 2013 hanno assunto e/o assumeranno giovani con contratto di apprendistato per la qualifica professionale e di alta formazione e di ricerca. Gli importi degli incentivi variano a seconda della tipologia di apprendistato e del sesso dell’apprendista, da un minimo di 3.720 a un massimo di 6.000 euro.
Consulta il bando e le modalità di partecipazione

 

Assunzione con contratto di apprendistato (art. 22, c. 1 della Legge 183/2011)

Nel caso di assunzioni con contratto di apprendistato (per la qualifica e il diploma professionale, professionalizzante o di mestiere, di alta formazione e di ricerca) sono previste le seguenti agevolazioni:

  • incentivi di natura contributiva (Circ. INPS n. 128/2012).
    Dal punto di vista contributivo i datori di lavoro usufruiscono, in via generale, di una contribuzione a loro carico, per tutta la durata del contratto di apprendistato, pari al 10% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali. A questa va sommata quella a carico dell’apprendista, pari al 5,84%, per cui il totale complessivo è pari al 15,84%.
    Nel caso di aziende composte da un numero di addetti inferiore a nove che assumono apprendisti dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2016, per i primi tre anni la contribuzione è azzerata, restando fermo il livello del 10% per i periodi contributivi maturati dopo il terzo anno. È importante ricordare che il Calcolo del numero di addetti va fatto sull’impresa complessivamente considerata e non sulle singole unità aziendali. Tali agevolazioni, una volta riconosciute, sono mantenute anche se il numero dei dipendenti supera la soglia delle nove unità.
    Per usufruire dello “sgravio totale”, le aziende devono dichiarare all’INPS che nell’anno di assunzione e nei due esercizi finanziari antecedenti, non siano stati percepiti aiuti di varia natura (nazionali, regionali o locali) eccedenti il limite complessivo del “de minimis” stabilito dal Regolamento della Commissione europea (n. 1998/2006, artt. 87 e 88).
    Per le assunzioni effettuate dal 1° gennaio 2013 va aggiunta l’aliquota addizionale per il finanziamento dell’ASPI (indennità di disoccupazione) dell’1,31%, a cui su aggiunge lo 0,30% per la formazione dei fondi interprofessionali.
    In caso di trasformazione del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato l’agevolazione contributiva del 10% viene riconosciuta per i dodici mesi successivi. Va specificato che, per ottenere questa ulteriore agevolazione, la prosecuzione del rapporto deve essere fatta con la qualifica (o la qualificazione) ottenuta con l’apprendistato e non con una qualifica diversa (come ribadito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 15055 del 22 giugno 2010).
  • incentivi di natura fiscale.
    Dal punto di vista fiscale, è possibile dedurre dall’imponibile per il calcolo dell’IRAP le spese sostenute per questo tipo di lavoratori (art. 1, comma 266, lettera a, punto 5 della Legge finanziaria per il 2007 n. 296 del 27 dicembre 2006).
  • incentivi di natura normativa.
    Dal punto di vista normativo, fatte salve specifiche previsioni di legge o di contratto collettivo, i lavoratori assunti con contratto di apprendistato sono esclusi dal computo dei limiti numerici previsti da leggi e contratti collettivi per l'applicazione di particolari normative e istituti, ad esempio l’assunzione obbligatoria di soggetti svantaggiati o di disabili L.68/1999.

 

Assunzione con contratto di inserimento fino al 31/12/2012 (articoli 54 e seguenti del D.L.vo n. 276/2003)

Per i datori di lavoro che assumono lavoratori con contratto di inserimento sono previste le seguenti agevolazioni:

  • incentivi di natura contributiva
    Dal punto di vista contributivo, per tutti gli assunti con contratto di inserimento (ad eccezione dei giovani tra i 18 ed i 29 anni) viene riconosciuto un abbattimento della contribuzione a carico del datore di lavoro pari al 25%. La concessione della contribuzione agevolata comporta anche la rispondenza ai requisiti del regolamento CE n. 2204/2002 sulle persone svantaggiate.
    L’INPS, con circolare n. 74/2006 ha affermato che, in via provvisoria, è possibile stipulare contratti di inserimento con donne su tutto il territorio nazionale, applicando l’agevolazione del 25% (che non contrasta con le regole comunitarie) in maniera generalizzata ed uniforme.
    La trasformazione a tempo indeterminato del contratto di inserimento prima del termine non consente la continuazione del beneficio contributivo (V.  risposta del Ministero del Lavoro n. 14/2009 ad un interpello);
  • incentivi di natura economica
    Tutti i lavoratori assunti con contratto di inserimento possono essere inquadrati fino a 2 livelli inferiori a quello previsto per lavoratori addetti a mansioni corrispondenti. Il sotto inquadramento non trova applicazione per le donne di qualsiasi età prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, salvo che non la contrattazione nazionale o territoriale non preveda diversamente;
  • incentivi di natura normativa
    Dal punto di vista normativo, gli assunti con contratto di inserimento non rientrano nel calcolo per l’applicazione di istituti per i quali la legge o la contrattazione collettiva prevedono limiti numerici (per esempio nel conteggio del personale in forza per la legge n. 68/1999 relativa all’avviamento di lavoratori diversamente abili).

 

Assunzione a tempo determinato per sostituzione di lavoratrice in maternità (art. 10, comma 2, della legge n. 53/2000, poi confluito nell’art. 4 del D.L.vo n. 151/2001)

Alle aziende composte da meno di 20 addetti che assumono, con contratto a tempo determinato, lavoratori per sostituire lavoratrici/lavoratori in congedo per maternità o paternità fino al compimento di un anno del figlio (o per un anno dall’accoglienza del minore adottato o in affidamento), è riconosciuto uno sgravio contributivo del 50% per un massimo di 12 mesi.

Lo sgravio viene riconosciuto anche se, per un periodo di tempo, c’è una compresenza in azienda del lavoratore “sostituito” e di quello “assunto”, in modo da agevolare nella fase del rientro il passaggio di consegne.

Se l’azienda sostituisce la lavoratrice in maternità con un lavoratore inviato da un’Agenzia di somministrazione, le somme corrispondenti allo sgravio vengono recuperate dall’Agenzia.

Il lavoratore assente per congedo per maternità può essere sostituito anche da due lavoratori con contratto a tempo parziale. In questo caso lo sgravio è riconosciuto a condizione che la somma d’orario risulti pari a quella del lavoratore sostituito (V. messaggio INPS n. 28/2001).

 

Assunzione di lavoratori “over 50” (art. 2, c. 134 L. 191/2009 e art. 4, commi 8-10 L.92/2012)

Fino al 31/12/2012, salvo proroghe, le aziende che, senza esserne obbligate, assumono lavoratori ultracinquantenni che beneficiano della disoccupazione ordinaria, potranno ottenere le stesse agevolazioni contributive previste per le assunzioni a tempo determinato o indeterminato di lavoratori in mobilità.

L’accesso al beneficio è riconosciuto solo ai datori di lavoro che non abbiano effettuato negli ultimi 6 mesi licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o per riduzione di personale o che non abbiano in corso sospensioni dal lavoro o riduzioni di orario che riguardano propri dipendenti con la stessa qualifica dei lavoratori da assumere.

È previsto inoltre il prolungamento della riduzione contributiva per l’assunzione di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità o beneficiari dell’indennità di disoccupazione ordinaria che abbiano almeno 35 anni di anzianità contributiva, fino alla maturazione del diritto al pensionamento, e comunque non oltre al 31/12/2012, salvo proroghe ed entro i limiti delle risorse stanziate (art. 33, c. 25 Legge n. 183 del 12/11/2011).

Dal 1°/1/2013 alle aziende che assumeranno lavoratori di età non inferiore a 50 anni, che siano disoccupati da oltre 12 mesi, spetta la riduzione del 50% dei contributi:

  • per 18  mesi in caso di assunzione con contratto a tempo indeterminato,
  • per 12 mesi in caso di assunzione con contratto a tempo determinato, anche in somministrazione. La riduzione dei contributi si prolunga fino a 18 mesi in caso di trasformazione del contratto a tempo indeterminato  (si prende come riferimento la data di assunzione a tempo determinato).

 

Assunzione di donne prive di lavoro (art. 4, c. 11 L. 92/2012/ Regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione del 6/8/2008)

Dal 1°/1/2013 alle aziende spetta la riduzione del 50% dei contributi per le assunzioni di donne di qualsiasi età con i seguenti requisiti:

  • residenti ovunque e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi
  • residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei Fondi strutturali dell’Unione europea e nelle aree individuate annualmente dal Ministro del Lavoro di concerto con il Ministro dell’Economia e Finanze, e  prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi.

 

Assunzione di lavoratori disoccupati da almeno 24 mesi (art. 8, comma 9, della legge n. 407/1990)

Per i datori di lavoro del Centro Nord che assumono a tempo indeterminato persone disoccupate da almeno 24 mesi o lavoratori sospesi da un uguale periodo, è previsto un abbattimento del 50% della contribuzione per 36 mesi. Nelle ipotesi di assunzioni effettuate da imprese artigiane non sono dovuti i contributi previdenziali e assistenziali per un periodo di trentasei mesi.

E' dovuta comunque la contribuzione a carico del lavoratore.

In caso di assunzione part-time, purché a tempo indeterminato, il beneficio è concesso ma viene rapportato alla prestazione lavorativa (V. nota Ministero del Lavoro n. 1179 del 4 marzo 1993 e circolari n. 25/1991, n. 215/1991 e n. 121/1993).

Il beneficio non è riconosciuto nel caso in cui l’azienda ricorre a queste assunzioni per sostituire propri lavoratori licenziati o sospesi.

 

Incentivi per l’assunzione di lavoratori percettori di ASPI (indennità di disoccupazione) (art. 7, c. 5, lett. b D.L. 76/2013 convertito con modifiche nella Legge 99/2013)

Per i datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato lavoratori disoccupati percettori di ASPI, viene erogato dall’INPS un incentivo pari al 50% dell’indennità mensile di ASPI residua che sarebbe stata corrisposta al lavoratore se fosse rimasto disoccupato.

 

Assunzione di lavoratori in mobilità (art. 8 cc. 2 e 4 e 25 c.9 L. 223/1991)

La circolare n. 22/2007 dell’INPS ha chiarito che complessivamente l’aliquota, comprensiva della quota a carico del lavoratore, è pari al 19,19% per una durata massima di:

  • 18 mesi nel caso di assunzione a tempo indeterminato;
  • 12 mesi nel caso di assunzione a tempo determinato, anche attraverso più contratti di lavoro. Sono riconosciuti ulteriori 12 mesi di agevolazioni nel caso di trasformazione a tempo indeterminato entro la scadenza del termine.

Dal punto di vista economico, al datore di lavoro spetta il 50% dell’indennità di mobilità dovuta al lavoratore, per un massimo di dodici mesi se il lavoratore ha meno di 50 anni e per un massimo 24 mesi se il lavoratore ha più di 50 anni.

Attualmente (aggiornamento al 16/07/2013) risulta che non siano state rifinanziate le agevolazioni per le assunzioni effettuate nel corso dell’anno 2013 di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità per giustificato motivo oggettivo ai sensi dell’art. 4 della Legge 236 del 1993 (cosiddetta piccola mobilità).

 

Assunzione con contratto di apprendistato di lavoratori in mobilità (art. 7, comma 4, della legge n. 167/2011)

L’INPS ha chiarito che l’aliquota, comprensiva della quota a carico del lavoratore, è pari al 19,19% per una durata massima di 18 mesi (circolare n. 22/2007).

Nel caso in cui il contratto prosegua con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, al datore di lavoro spetta, attraverso il sistema del conguaglio contributivo, il 50% dell’indennità di mobilità dovuta al lavoratore, per un massimo di 12 mesi se il lavoratore ha meno di 50 anni e per un massimo 24 mesi se il lavoratore ha più di 50 anni.  Dal punto di vista normativo, i lavoratori in mobilità assunti con contratto di apprendistato sono esclusi dal computo dei limiti numerici previsti da leggi e contratti collettivi per l'applicazione di particolari normative e istituti, ad esempio l’assunzione obbligatoria di soggetti svantaggiati o di disabili L.68/1999. Inoltre, per tali assunzioni non è prevista l’applicazione della regolamentazione del tempo determinato di cui al D.L.vo n. 368/2001.

Attualmente (aggiornamento al 16/07/2013) risulta che non siano state rifinanziate le agevolazioni per le assunzioni effettuate nel corso dell’anno 2013 di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità per giustificato motivo oggettivo ai sensi dell’art. 4 della Legge 236 del 1993 (cosiddetta piccola mobilità).

 

Assunzione a tempo pieno e indeterminato di lavoratori in Cassa Integrazione Straordinaria da almeno 3 mesi provenienti da imprese in CIGS da almeno 6 mesi (art. 4, comma 3, della legge n. 236/1993)

Ai datori di lavoro, comprese le società cooperative, che non hanno in corso sospensioni dal lavoro ai sensi dell’art. 1 della legge n. 223/1991 (Cassa Integrazione Straordinaria per crisi aziendale, ristrutturazione, riorganizzazione aziendale) e che non abbiano proceduto a riduzioni di personale negli ultimi 12 mesi sono riconosciute le seguenti agevolazioni se assumono a tempo pieno e indeterminato lavoratori in Cassa Integrazione Straordinaria da almeno 3 mesi che provengano da imprese ammesse alla CIGS da almeno 6 mesi:

  • una contribuzione a loro carico per 12 mesi pari al 10% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, a cui va sommata quella a carico del lavoratore, pari al 9,19%, per un totale complessivo del 19,19%;
  • un conguaglio contributivo pari al 50% dell’indennità di mobilità che il lavoratore avrebbe percepito se non fosse stato assunto, per un periodo non superiore a 9 mesi per chi ha meno di 50 anni e non superiore a 21 mesi se il lavoratore ha più di 50 anni.

Nel caso in cui tra l’impresa che assume e quella che cede i lavoratori ci sia una sorta di trasformazione o di derivazione, gli incentivi possono essere riconosciuti, sulla base di accordi sindacali finalizzati alla salvaguardia dei posti di lavoro, a condizione che il nuovo datore di lavoro si impegni a garantire la continuazione dell’attività produttiva per un periodo di almeno 12 mesi oltre la durata dei benefici (circolare INPS n. 122/1999 l’INPS).

 

Assunzione di lavoratori destinatari di ammortizzatori sociali in deroga (art. 7-ter, comma 7, della legge n. 33/2009)

Fino al 31/12/2012, salvo proroghe, alle aziende che non hanno in atto sospensioni dal lavoro ai sensi dell’art. 1 della L. 223/1991 (CIGS per crisi aziendale, ristrutturazione e riorganizzazione aziendale), che assumono a tempo indeterminato, senza esservi obbligati, lavoratori destinatari di ammortizzatori sociali in deroga, spettano le mensilità di integrazione non “incassate” dai lavoratori assunti. A tali mensilità va detratta la contribuzione figurativa a carico dell’INPS.

Attualmente (aggiornamento al 28/01/2013) risulta che nel corso dell’anno 2013 non siano state rifinanziate le agevolazioni per le assunzioni dei lavoratori destinatari di ammortizzatori sociali in deroga.

 

Assunzione di giovani di età tra i 18 e i 29 anni (art. 1 D.L. 76/2013 convertito con modifiche nella Legge 99/2013)

Per i datori di lavoro che assumono dal 29/6/2013 al 30/6/2015 a tempo indeterminato, anche attraverso la trasformazione di un contratto a tempo determinato, un giovane di età compresa tra i 18 e i 29 anni che ricada in una delle seguenti condizioni:

  • privo di impiego regolarmente retribuito,
  • privo di diploma di scuola media superiore o qualifica professionale.

Viene erogato un incentivo pari ad 1/3 della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali, per un massimo di 650 euro per:

  • 18 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato,
  • 12 mesi per le trasformazioni a tempo indeterminato di contratti a tempo determinato.

L’incentivo è erogato dall’INPS che, con la circolare n. 131 del 17/9/2013, ha regolamentato i requisiti e le modalità di accesso all’incentivo.

 

Deduzione dalla base imponibile IRAP per aziende del settore privato (articolo 22, comma 7, della Legge n. 183/2011)

Per il 2012 le Regioni possono disporre la deduzione dalla base imponibile dell’IRAP delle somme erogate ai lavoratori dipendenti del settore privato.

Azioni sul documento
Pubblicato il 05/02/2014 — ultima modifica 25/02/2014
Strumenti personali

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it