Approvato il nuovo Piano regionale per il diritto allo studio universitario
L’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna ha approvato il nuovo Piano regionale degli interventi e dei servizi per il diritto allo studio universitario, relativo al triennio 2012 – 2014, ossia ai prossimi tre anni accademici: 2012-13, 2013-14 e 2014-15.
Il Piano segna l’avvio del secondo periodo di attuazione della Legge Regionale n. 15 del 2007, che promuove e disciplina il sistema integrato di servizi ed interventi in ambito universitario, volti a rendere effettivo il diritto a raggiungere i più alti gradi dell'istruzione e a garantire l'uniformità di trattamento su tutto il territorio regionale.
Mantenendo la continuità con la prima programmazione - che ha riguardato il triennio 2009/2011 e ha individuato gli obiettivi e le priorità di azione della Regione in questo ambito - il Piano 2012-2014 evidenzia già nelle premesse un proprio specifico filo conduttore: il binomio attrattività/inclusione.
Il piano parte, infatti, dal presupposto che l’investimento sulle nuove generazioni e la capacità di attrarre i giovani di talento costituiscano il presupposto essenziale per superare la crisi economica. L’elemento dell’attrattività non può prescindere dal perseguimento della massima inclusione, con particolare attenzione ai ragazzi che si trovano in situazioni di particolare difficoltà.
Con quattro atenei pubblici – Bologna, Ferrara, Parma, Modena e Reggio-Emilia - e due sedi decentrate a Piacenza dell’Università Cattolica e del Politecnico di Milano e 14 Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale l’Emilia-Romagna ricopre una posizione rilevante nel panorama universitario nazionale. Conta circa 160 mila studenti e vanta già una forte attrattività, confermata dall’elevato numero di studenti fuori sede e fuori regione, anche provenienti dall’estero, oltre che dalla bassa propensione dei giovani emiliano-romagnoli a studiare altrove.
Poste queste premesse, il Piano individua alcuni obiettivi prioritari per mantenere a rafforzare la capacità degli atenei regionali di attrarre e accogliere studenti, ottimizzando e razionalizzando le risorse e gli strumenti propri e delle altre istituzioni coinvolte, prima di tutto le Università e i Comuni.
Il primo obiettivo fissato è la promozione della parità di diritti per gli studenti in tutto il territorio regionale, con particolare attenzione ai capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi. In questo senso vanno gli interventi di sostegno economico gestiti da ER.GO, l’Azienda regionale per il diritto agli studi superiori, e in particolare l’assegnazione delle borse di studio, per la quale si persegue l’obiettivo di mantenere la massima copertura degli studenti idonei, attraverso l’ottimale utilizzo di tutti gli strumenti finanziari disponibili.
Nello scorso triennio le risorse rese disponibili dalla Regione per il diritto allo studio universitario in parte corrente (oltre al gettito della tassa regionale) sono state di quasi 70 milioni di euro e, fin dalla sua istituzione nel 2008, ER.GO è stata sempre in grado di garantire la copertura totale delle borse di studio ai soggetti idonei, ossia in possesso dei requisiti di reddito e di merito per l’accesso alle borse.
Per l’anno 2012, la Regione ha previsto risorse finanziarie pari a 21.950.000 euro per l’attività e il funzionamento di ER.GO., oltre ai finanziamenti vincolati al pagamento delle borse di studio, ossia il fondo integrativo nazionale (circa 13 milioni di euro) e il gettito della tassa regionale il cui importo di 98,13 euro è invariato dal 1997 (nel 2012 si prevedono entrate totali per circa 16 milioni di euro).
Gli altri obiettivi presenti nel piano sono la multiculturalità, l’internazionalizzazione e l’integrazione tra la popolazione studentesca e le comunità locali (un’esigenza dettata dai numeri: le borse di studio assegnate a studenti stranieri, provenienti soprattutto da paesi extraeuropei, è in costante aumento); la razionalizzazione e l’omogeneizzazione dei servizi per l’accoglienza (servizio abitativo, edilizia universitaria e servizio ristorativo); il rafforzamento di misure di accompagnamento, per esempio con l’apertura di nuovi sportelli (per l’orientamento al lavoro, per target specifici di utenza, come gli studenti disabili e stranieri); la semplificazione dei procedimenti amministrativi per l’assegnazione delle borse di studio, per una maggiore trasparenza e partecipazione degli studenti.
Collocandosi in un contesto normativo di transizione rispetto alla piena attuazione della Legge del 30 dicembre 2010, n. 240 che prevede, tra l’altro, la delega al Governo per la revisione della normativa sul diritto allo studio universitario e la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP), il Piano approvato rimanda necessariamente, su alcuni punti, a disposizioni successive.
Per l’approvazione del Piano sono acquisiti i pareri della Consulta regionale degli studenti, della Conferenza regionale dei Comuni con sede universitaria e della Conferenza Regione-Università.
Per saperne di più
- Delibera dell’Assemblea Legislativa n. 73/2012: “Approvazione del piano regionale degli interventi e dei servizi ai sensi della L.R. 27 luglio 2007, n. 15 (Sistema regionale integrato di interventi e servizi per il diritto allo studio universitario e l'alta formazione) ‐ aa.aa. 2012‐13, 2013‐14 e 2014‐15
- Il sito di ER.GO
