Patto per il lavoro

Il documento siglato il 20 luglio 2015 con cui la Regione e le componenti della società regionale si sono impegnate a contribuire al rilancio dello sviluppo e dell’occupazione in Emilia-Romagna.

 

Un nuovo sviluppo per una nuova coesione sociale

Firma Patto Bianchi Bonaccini CostiLa Giunta dell’Emilia-Romagna, facendo seguito agli impegni presi dal Presidente nelle sue dichiarazioni programmatiche davanti all’Assemblea legislativa, pone il lavoro al centro della sua azione di governo con la definizione di un nuovo Patto tra tutte le componenti della società regionale.

L’apertura globale dell’economia e la lunga crisi hanno segnato anche la nostra società regionale, che pure ha reagito meglio del resto del Paese al cambiamento strutturale che sta caratterizzando il nuovo secolo.

Siamo di fronte ad una nuova rivoluzione industriale e di mercato. Dal 2000 il contesto competitivo ha raggiunto un’estensione globale che ha generato una complessa riorganizzazione dei cicli produttivi e un crescente bisogno di competenze. Un cambiamento profondo e strutturale che ha causato una netta divaricazione tra le imprese e i territori che sono stati in grado di inserirsi con capacità di innovazione nel contesto globale e la vasta area di imprese e territori che invece sono rimasti al margine.

L’aumento del rischio di povertà e di esclusione sociale, l’esplosione della disoccupazione giovanile e della precarietà professionale che stanno segnando un’intera generazione ne sono gli esiti.

L’aumento dell’estensione del mercato comporta un aumento della domanda ma anche una sua segmentazione, con l’emergere di nuovi spazi per produzioni di beni e servizi ad alto valore aggiunto.

Si stanno affermando nel mondo - e saranno dominanti nei prossimi decenni - nuovi modelli organizzativi, chiamati anche industria 4.0, in cui l’efficienza dell’intera catena del valore dipende dalla capacità di interconnessione digitale delle diverse fasi produttive in un sistema organico di informazioni e conoscenze in grado di rispondere con continuità a bisogni fra loro differenziati. Fondati sull’innovazione delle tecnologie e dei processi, riguardano una nuova manifattura che produce non solo beni che implicano una crescente quota di servizi ma anche servizi alle persone, alle imprese e alla comunità.

La localizzazione delle fasi centrali e strategiche di tali cicli produttivi si realizza in quei contesti istituzionali e sociali in grado di garantire l’intelligenza dell’intero sistema, cioè capaci di disporre di competenze, ricerca e tecnologie adeguate a governare e orientare i processi produttivi di beni e servizi complessi.

L’Emilia-Romagna si candida ad essere uno degli snodi cruciali di questa nuova rivoluzione industriale anche in funzione del rilancio dell’obiettivo della piena e buona occupazione.

Firma PattoLa capacità di innovazione e la coesione dell’intero sistema produttivo e sociale di- vengono allora il presupposto per partecipare attivamente ad una nuova fase dello sviluppo in cui il territorio torna ad essere centrale in un’economia sempre più aperta e competitiva.

Proporsi di creare lavoro oggi vuol dire impegnare tutta la società in un percorso di sviluppo “Smart, inclusive e sustainable”, come prefigurato dal Programma Europa 2020 e ripreso dal Patto per lo sviluppo siglato nella precedente legislatura. Vuol dire sentirsi “Regione Europea” ed operare ora, integrando tutti gli strumenti per stimolare dinamismo e avviare una nuova fase di sviluppo in cui ritrovare una nuova coesione sociale. Vuol dire anche, in continuità con i precedenti patti siglati in questa regione e con i protocolli di relazioni specifici, proseguire il confronto tra le parti con continuità, in una logica di miglioramento continuo e di verifica dei contenuti del patto e delle politiche regionali, con l’obiettivo di perseguire una consolidata e rinnovata coesione sociale, valore fondamentale per il rilancio del territorio.

Le linee di azione

In questa prospettiva la Giunta e le componenti della società regionale condividono le linee di azione con cui ognuno si impegna a contribuire al rilancio dello sviluppo e dell’occupazione nella nostra regione.

Punto di partenza del documento è la convinzione che la crescita della nostra società e la sua capacità di generare buona occupazione si fondino:

  • sull’aumento della capacità di creare valore aggiunto, agendo sullo sviluppo e sulla diffusione delle conoscenze e delle competenze e, quindi, su un’ampia capacità di innovazione nella produzione e nei servizi alle imprese, alla persona ed alla comunità;
  • sulla piena affermazione della legalità in ogni ambito e in particolare in ogni relazione di lavoro;
  • sulla capacità di stimolare investimenti che, migliorando la qualità della vita collettiva, generino nuove occasioni di occupazione;
  • sull’azione di riordino istituzionale, efficientamento organizzativo e semplificazione normativa avviata dalla Regione, ma estesa all’intero assetto istituzionale presente nell’ambito regionale;
  • sull’avvio e consolidamento di un metodo di definizione e attuazione delle politiche pubbliche centrate sulla condivisione delle scelte strategiche e sull’integrazione dei fondi regionali, nazionali ed europei;
  • su un sistema di welfare come leva per creare buona e nuova occupazione, ridurre le disuguaglianze e migliorare la coesione sociale.

I driver dello sviluppo

Questo documento riconosce i driver dello sviluppo nelle seguenti linee e nei relativi interventi prioritari.

  • Persone e lavoro: creazione di un’Agenzia regionale per il lavoro e rafforza- mento del sistema educazione - formazione - lavoro, che possiamo definire ER dual Education;
  • Comunità e lavoro: il nuovo welfare e i nuovi lavori sociali, il terzo settore e l’autorganizzazione sociale;
  • Sviluppo, imprese e lavoro: internazionalizzazione, attivazione della Legge regionale 14/2014, innovazione (Strategia S3), qualità e rafforzamento competitivo del sistema produttivo, nuove imprese e sviluppo delle competenze;
  • Territorio e lavoro: qualità del territorio e investimenti in particolare attraverso un piano per la sicurezza e la manutenzione del territorio - a partire da un nuovo piano regionale per “una regione senza amianto” -, un piano per la casa, un piano per la mobilità e un piano per l’edilizia scolastica;
  • Legalità e lavoro: contrastare ogni tentativo di infiltrazione nell’economia legale da parte della criminalità organizzata e la negazione di diritti fondamentali nel lavoro, agendo su appalti, anticorruzione e gestione dei beni sequestrati e confiscati;
  • Semplificazione e lavoro: avviato il processo di riordino istituzionale, la Giunta ritiene di dotarsi di una task force per realizzare, anche attraverso il confronto con le parti sociali, la semplificazione normativa e l’efficientamento organizzativo.

Le azioni descritte nel testo si fondano su una rilettura delle trasformazioni avvenute nell’economia mondiale, italiana e regionale e si realizzano con un Patto che richiede ad ognuna delle componenti attive della nostra società di partecipare alle scelte, assumendosene responsabilità, nella convinzione che questa azione collettiva, che la nostra regione può realizzare, possa agire come traino della ripresa dell’intero Paese.

Il Patto per il Lavoro è un patto di legislatura che prevede, anche attraverso i tavoli già istituiti presso gli assessorati regionali, il coinvolgimento delle parti firmatarie per un confronto preventivo sui contenuti delle principali azioni e dei provvedimenti da intraprendere in attuazione e in coerenza con quanto condiviso.

Monitoraggio e valutazione

Firma Patto per il Lavoro 2015 - I firmatariGli impegni assunti saranno oggetto di un monitoraggio periodico, che vedrà partecipi le parti firmatarie con riunioni almeno semestrali, con riferimento allo stato di avanzamento della spesa e delle azioni intraprese, attraverso la raccolta ed il presidio dei dati relativi a ciascuna linea strategica di intervento.

In un’ottica di trasparenza e accountability dell’azione pubblica, il Patto sarà anche oggetto di valutazione. Con il concorso delle Parti firmatarie, sarà realizzato un Piano Unitario di Valutazione per misurare da un punto di vista qualitativo l’efficacia e l’impatto dell’azione integrata dei Fondi europei, regionali e nazionali sul sistema regionale in termini di sviluppo e occupazione.

Saranno inoltre definiti indicatori, principalmente connessi al mercato del lavoro, per misurare l’impatto degli interventi sull’occupazione, sia in termini di consolidamento e mantenimento che in termini di nuova occupazione.

L’analisi dell’andamento dell’economia regionale che accompagnerà l’attuazione del Patto, il monitoraggio e la valutazione dei risultati conseguiti saranno realizzati anche nella collaborazione con il sistema camerale dell’Emilia-Romagna.

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Pubblicato il 17/02/2017 — ultima modifica 20/02/2017
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