Occupazione, l’Agenzia regionale per il lavoro si rafforza per contrastare gli effetti del Covid

Colla: “Si profila una struttura di comunità, che attivi reti territoriali per trasformare le situazioni di crisi in occasioni di sviluppo”

Affrontare le situazioni di crisi del mercato del lavoro create dalla pandemia e spingere l’acceleratore per la ripartenza. Rimuovere in modo sinergico gli ostacoli per realizzare un’occupazione di qualità anche riducendo il divario di genere. Supportare maggiormente la transizione scuola-lavoro e l’inclusione socio-lavorativa. Assicurare il rispetto delle norme in ogni campo lavorativo con un’azione congiunta delle istituzioni e dei soggetti competenti.

Sono gli ambiti su cui si concentra l’azione dell’Agenzia regionale per il Lavoro, così come contenuti nel Piano di attività 2021 e oggetto di approvazione da parte della Giunta regionale.

Il Piano si concretizza nelle attività che vedranno l’Agenzia ampliare il perimetro del proprio intervento, assumendo a riferimento il territorio e la comunità sociale ed economica, erogando servizi istituzionalmente previsti ma anche migliorandone la qualità e la diffusione. Azioni rese possibili dal profilo che l’Agenzia presenterà, dopo le azioni compiute per lo sviluppo della propria struttura e la qualificazione del proprio operato, nel contesto di un mercato del lavoro indebolito dalla crisi sanitaria.

“Quella che si profila è quindi una Agenzia di comunità, che individua e attiva reti territoriali con cui collabora per trasformare le attuali situazioni di crisi in azioni per la ripartenza, afferma l’assessore regionale allo Sviluppo economico, lavoro e formazione professionale, Vincenzo Colla. La prospettiva è quella di un’uscita dalla situazione attuale non ponendo solo rimedi agli effetti della pandemia, ma trasformando questa crisi senza precedenti in occasione per ripensare il lavoro, promuovendone la qualità. È in questo quadro che si colloca il Piano 2021 che vedrà l’Agenzia svolgere, a fianco della propria importante funzione di strumento utile a favorire l’occupazione delle singole persone, il ruolo di soggetto che promuove l’occupazione di qualità, anche attraverso la transizione digitale ed economica prevista dal Next Generation EU”.
“Quella che è attiva oggi nel territorio regionale - conclude - è un’Agenzia solida, diffusa e integrata, in grado di costituire una risorsa per un territorio dove alle debolezze già presenti, la pandemia ha aggiunto nuove difficoltà per superare le quali è necessario un approccio sistemico, che miri a rimuovere in modo sinergico gli ostacoli a una occupazione di qualità anche per le donne”.

L’Agenzia per il lavoro

La struttura conta oggi circa 600 dipendenti che arriveranno, anche grazie alla stagione concorsuale per assumere nuovo personale avviata lo scorso anno da viale Aldo Moro, a 938 unità con una presenza di personale laureato che rappresenta più del 60% del totale degli addetti. Lo scorso anno sono stati erogati in tutta Emilia-Romagna servizi a circa 200mila utenti. Nel 2020 inoltre più di 23mila persone sono state prese in carico in attuazione delle norme sul Reddito di cittadinanza. Ai Servizi di collocamento mirato si rivolgono annualmente tra le 6 e 9mila persone con disabilità.

Suddivisa in 38 Centri per l’Impiego (uno per ogni distretto sociosanitario, alcuni dei quali articolati a loro volta in sedi decentrate) e 9 uffici per il Collocamento mirato rivolto ai lavoratori fragili/disabili (uno per ogni provincia emiliano-romagnola e per la Città metropolitana di Bologna), l’Agenzia si avvale della collaborazione di 85 soggetti accreditati al lavoro, presenti con 500 sedi in tutto il territorio regionale.

La situazione in Emilia-Romagna, a fine 2020, evidenziava un tasso di occupazione femminile pari al 62,1% (quello maschile era pari al 74,7%, con un divario di 12,6 punti percentuali) e di disoccupazione femminile pari al 7,1% (quello maschile era pari al 5,2). Osservando le condizioni di genere, è il tasso di inattività che consente di rilevare il fenomeno delle persone “scoraggiate”. Nel periodo che va dal 2015 al 2020, mediamente, il tasso di inattività delle donne ha registrato valori che stanno tra il 33,3% e il 34,3%, vale a dire che stabilmente è inattivo un terzo della componente femminile del mercato del lavoro, a fronte di un dato che vede il valore della componente maschile oscillare tra il 19,5 e il 20,8. 

I Centri per l’impiego

Rispetto all’utenza, i Centri per l’impiego (Cpi) sono in grado di assicurare modalità diverse di attività in funzione delle caratteristiche delle persone. Sono tra 15 e 20mila le persone che negli ultimi tre anni sono state destinatarie di un’attività volta a rilevarne le condizioni di fragilità e attuare, quando opportuno, misure integrate.
L’Agenzia realizza i propri servizi in collaborazione con numerosi attori coinvolti nell’attuazione di prestazioni e misure per il lavoro. Le strutture territoriali dell’Agenzia hanno relazioni stabili con le Amministrazioni comunali, le Asl e gli uffici di Piano in tutti i distretti sociosanitari regionali, per l’attuazione della Legge regionale 14 del 2015 e degli interventi rivolti a persone con disabilità.

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pubblicato il 2021/04/29 12:51:43 GMT+2 ultima modifica 2021-04-29T12:55:10+02:00

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