Futuri sostenibili, professioni che cambiano il mondo
Il 4 dicembre 2025 al Dama Tecnopolo Data Manifattura Emilia-Romagna si è respirata un’energia particolare: quella di una comunità che non si limita a parlare di futuro ma sceglie di costruirlo, un gesto alla volta. Studenti, docenti, formatori, ospiti e istituzioni hanno dato vita a Futuri sostenibili, professioni che cambiano il mondo, un’iniziativa interamente ideata e coordinata da AECA insieme agli enti di formazione accreditati dell’IeFP e alla Regione Emilia-Romagna, con il contributo della Commissione europea in collegamento da Bruxelles.
Dagli interventi istituzionali della Regione Emilia-Romagna emerge con chiarezza il contesto culturale e politico in cui oggi opera l’Istruzione e Formazione Professionale: un quadro che riconosce alla IeFP un ruolo centrale nello sviluppo del territorio e nella crescita delle persone.
La dirigente Francesca Bergamini e l’autorità di gestione del Programma Fse+ Daniela Ferrara hanno sottolineato come i percorsi di IeFP rappresentino molto più di un’offerta formativa: sono un investimento sulla dignità del lavoro, sull’autonomia individuale e sulla costruzione di una comunità capace di affrontare il cambiamento.
Un messaggio forte è arrivato anche dal vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, che ha ricordato come «chi insegna un mestiere costruisce futuro e democrazia». Un’affermazione che restituisce alla formazione professionale il suo valore più profondo: quello di infrastruttura sociale, capace di generare coesione, opportunità e cittadinanza attiva.
Lo sguardo si è poi allargato all’Europa, grazie all'intervento di Nadia Tempesta in collegamento da Bruxelles. La Commissione europea ha ribadito che il sostegno del Fse+ alla IeFP nasce dalla consapevolezza che i sistemi formativi sono essenziali per accompagnare i giovani nelle grandi trasformazioni ambientali, digitali e del lavoro che stiamo attraversando. In questa prospettiva, la formazione non è solo un insieme di risorse da distribuire ma una politica europea per il futuro.
LA VOCE AGLI STUDENTI
Manuela, studentessa di Engim, ha introdotto la proiezione del video racconto - realizzato con i contributi provenienti da 15 enti da tutta la regione - leggendo un testo che ha riassunto con immediatezza il cuore della giornata: la sostenibilità non è una parola “da grandi”, ma un’abitudine, una cura, la capacità di non sprecare risorse né persone. È aggiustare, recuperare, valorizzare; è essere visti, accompagnati, ascoltati. Una fotografia limpida del significato educativo dei percorsi IeFP.
LA TAVOLA ROTONDA: TRE MODI (E MEZZO) DIVERSI DI GUARDARE AL LAVORO
La parte centrale della mattinata ha visto un confronto fra tre figure professionali molto diverse. Da ciascuna è arrivato un tassello prezioso su cosa significhi lavorare in modo sostenibile oggi. L’attrice Maria Pia Timo è stata il cuore pulsante dello scambio.
Massimiliano Poggi, cuoco, ha restituito una lettura “terrena” e lucidissima: più che sostenibilità, serve educare al pensiero etico. Significa gestire risorse, ridurre sprechi, valorizzare ogni ingrediente e ogni gesto. Non un esercizio teorico ma un modo di lavorare che si impara e si trasmette. Il suo messaggio ai ragazzi è stato netto: “non imitate la cultura dello scarto; ribaltatela”.
Massimo Vitali, scrittore, ha introdotto una prospettiva complementare: la sostenibilità interiore. La fantasia come muscolo, l’ironia come forma di dignità, la narrazione come strumento per sostenere anche ciò che sembra insostenibile. Il suo racconto personale ha dato corpo a un’idea semplice: senza equilibrio emotivo e capacità di trasformare l’esperienza, nessuna competenza tecnica dura davvero.

Alberto Bortolotti, giornalista sportivo e responsabile comunicazione della Virtus Bologna, ha portato la dimensione collettiva: lo sport come allenamento alla disciplina, al sacrificio ma, soprattutto, alla relazione. In un tempo in cui la solitudine digitale è la prima distrazione, il campo diventa un luogo dove imparare a passare la palla, stare in squadra, riconoscere e rispettare i ruoli. Una forma di sostenibilità sociale che parla molto ai giovani.
Accanto a loro, gli studenti Mattia, Emanuela e Rashid hanno dato voce ai percorsi IeFP dall’interno: la fatica di conciliare studio e lavoro, la soddisfazione di vedere le competenze tecniche trasformarsi in possibilità concrete, l’importanza di progettare in modo intelligente per ridurre consumi e sprechi.
La giornata è stata attraversata da un messaggio semplice e potente: nessun futuro sostenibile si costruisce da soli. Serve la voce dei ragazzi, la competenza degli adulti, la collaborazione tra enti, Regione ed Europa. Serve riconoscere valore ai mestieri, alla manualità, alla tecnica e alla creatività. Serve una comunità che accompagna, accoglie e fa spazio.
LA PREMIAZIONE
A conclusione, la premiazione del contest ha celebrato l’impegno di tutti, con un riconoscimento particolare alla Fondazione ENAIP Don Eleuterio Agostini di Reggio Emilia, vincitrice per l'efficacia del messaggio e la qualità dell’elaborato, un racconto nato da una punizione trasformata in opportunità. Perfetta metafora della giornata stessa.
