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Introduzione

“In Emilia-Romagna è una scelta politica quella di puntare a ridurre il divario di genere nell’accesso alle opportunità offerte dal digitale. Questo obiettivo rende possibile valorizzare il talento femminile nei settori scientifici e tecnologici, potenziali chiavi di accesso a nuove opportunità professionali, in un mercato del lavoro in continua trasformazione.”

Così l’assessora regionale all'Agenda digitale, Elena Mazzoni, intervenendo a Modena al Dipartimento di Informatica dell’Università di Modena e Reggio Emilia, a conclusione di uno dei summer camp Ragazze Digitali ER 2026, percorsi riservati alle studentesse emiliano-romagnole del 3° e 4° anno delle superiori promosso dalla Regione insieme ad Art-ER e alle università per avvicinare le ragazze alle competenze digitali e scientifiche.

L’iniziativa, nata oltre dieci anni fa proprio all’Università di Modena e Reggio Emilia e poi diffusa, dal 2022, su tutto il territorio regionale, è finanziata dalla Regione con risorse del Fondo sociale europeo Plus ed è stata riconosciuta, nel 2025, tra i progetti più innovativi in Europa nel contesto dello European Digital Skills Award.

Il progetto, quest’anno, è stato finanziato dalla Regione con oltre 167mila euro, permettendo così la realizzazione di 16 Summer Camp, per oltre 150 studentesse.

Nel Summer Camp modenese, per due settimane le ragazze hanno lavorato in team alla creazione di un videogioco: hanno usato Unreal Engine, Python e Godot, costruito trame narrative e personaggi, prodotto immagini, testi e video. Alla fine, hanno presentato i progetti davanti a famiglie, insegnanti e tutor, mettendo in pratica anche capacità di public speaking e lavoro di gruppo.

“Essere qui oggi, nel luogo dove tutto è cominciato, è una bella occasione per ricordare perché abbiamo deciso di investire su Ragazze Digitali, ha sottolineato l’assessora Mazzoni. Le studentesse hanno dimostrato che gli strumenti digitali non sono lontani o complicati: sono mezzi per creare, raccontare avvenimenti, risolvere problemi insieme. Le storie che le ragazze hanno raccontato con i loro videogiochi sono anche la storia di una generazione che non si limita a usare la tecnologia ma la sa progettare e mettere al servizio delle persone”.

“Le competenze digitali sono per noi una chiave di cittadinanza, non un privilegio per pochi, ha aggiunto Mazzoni. Nel settore Ict le donne restano ancora una minoranza, in Europa sono solo una su cinque. È un dato che riguarda tutte e tutti, perché quando perdiamo le idee e le prospettive delle ragazze, perdiamo soluzioni utili per tutta la comunità. Per questo Ragazze Digitali è una scelta politica precisa: con la nuova Agenda Digitale 2025-2029 stiamo costruendo una Regione che mette al centro competenze digitali, intelligenza artificiale affidabile e dati come bene comune, con il duplice obiettivo di migliorare la vita delle persone e ridurre le disuguaglianze.”

Per saperne di più

Sito Ragazze digitali ER

Ultimo aggiornamento: 19-06-2026, 16:26