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Introduzione

Co-programmare e co-progettare non solo come procedimenti amministrativi ma come leve strategiche per rafforzare la collaborazione tra istituzioni, comunità e terzo settore, in un rapporto di fiducia reciproca. Per intercettare nuovi bisogni, comprenderli e dare risposte innovative, capaci di produrre cambiamento.

È questa la cornice di riferimento delle Linee guida per l’Amministrazione condivisa rivolte agli enti locali e alle organizzazioni del terzo settore, messe a punto e adottate per la prima volta dalla Regione Emilia-Romagna: un percorso ancora più importante, perché costruito insieme al Consiglio del terzo settore, al Forum del terzo settore e ai Centri di servizio per il volontariato, oltre ad Anci per la parte pubblica.

L’obiettivo principale del documento, approvato dalla Giunta e presentato in un convegno a Bologna dall’assessora al Welfare e terzo settore, Isabella Conti, alla presenza di numerosi enti coinvolti, è accompagnare e facilitare le pubbliche amministrazioni e gli Ets nell’applicazione delle forme di relazione collaborative, co-programmazione, co-progettazione, convenzioni previste dal Codice del terzo settore, integrando la disciplina statale con le specificità introdotte dalla legge regionale n. 3/2023. In questa prospettiva, la collaborazione non si traduce mai in una delega di funzioni pubbliche, ma in una condivisione della funzione amministrativa orientata alla cura dei bisogni della comunità e alla realizzazione di attività di interesse generale. Gli ambiti di intervento sono ampi: sociale, sanitario, ambientale, culturale, dell’abitare e altro ancora.

Le Linee guida sottolineano che queste forme di relazione si pongono come alternativa agli strumenti del Codice dei contratti pubblici quando l’amministrazione intenda adottare una logica collaborativa anziché concorrenziale, fondata sulla sussidiarietà e sulla produzione di valore sociale.

Le Linee guida, in sintesi

In 30 pagine, comprese di allegati con note metodologiche, le Linee guida per l’Amministrazione condivisa tracciano il quadro di riferimento nel rapporto tra pubbliche amministrazioni ed enti del terzo settore.

Dopo un’introduzione in cui si focalizzano i principi di riferimento e gli obiettivi, sono spiegati nel dettaglio gli strumenti della co-programmazione, della co-progettazione e delle convenzioni in tutte le loro fasi: avvio del procedimento, pubblicazione dell’avviso, istruttoria partecipata, tavoli di lavoro, conclusione della procedura a evidenza pubblica, sottoscrizione della convenzione.

A seguire, gli allegati contenenti le diverse metodologie da applicare. Nella fase propedeutica, per esempio, le operazioni di mappatura del territorio per sollecitare la collaborazione, tessere relazioni, coinvolgere; le camminate di quartiere come strumento di pianificazione partecipata con il fine di riavvicinare le amministrazioni pubbliche, specialmente quelle locali, alla cittadinanza, così da raccogliere bisogni, proposte, racconti; e ancora, future lab per immaginare visioni di futuro probabile e/o desiderabile e world café per promuovere conversazioni creative, vivaci, concrete su questioni rilevanti.

Formazione per gli operatori

Per dare attuazione alle indicazioni delle Linee guida, è fondamentale anche l’attività di formazione diffusa agli operatori della PA e degli enti del terzo settore: il progetto Amministrazione condivisa bene comune, realizzato con le risorse del Programma regionale Fondo sociale europeo Plus 2021-2027, è stato avviato lo scorso novembre e ad oggi le attività formative hanno coinvolto circa 500 partecipanti, con webinar, attività d’aula e laboratori, che hanno lo scopo di rafforzare le capacità operative e consolidare la cultura dell’Amministrazione condivisa, per renderla sempre più solida, radicata e praticata sul territorio regionale.

Scopri il progetto, i corsi e i webinar disponibili

Ultimo aggiornamento: 05-05-2026, 18:31